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<.h1>Istituto Antoniano Maschile

da oltre 65 anni al servizio dei poveri, orfani e bisognosi..

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Io l’amo i miei bambini; ei per me sono
Il più caro ideal della mia vita,
Li strappai dall’oblio, dall’ndono,
Spinto nel cor da una speranza ardita.

Fiorellini d’Italia, appena nati,
Era aperto l’abisso a divorarli,
Non era sguardo d’occhi innamorati
Che potesse un istante sol bearli.


Pargoletti dispersi in sul cammino,
Senza amor, senza brio, senza sorrisi,
Ahimè !, quale avvenir, quale destino
Li avrìa, nel torchio del dolor, conquisi !

Perle deterse le bambine mie,
Le raccolsi nel loto ad una ad una,
Quasi conchiglie in mezzo delle vie;
Oggi avviate a civil fortuna.

Mi chiaman Padre: sulle loro chiome 
Del Ministro di Dio la man si posa;
Chiamano Madre, e a così dolce nome,
Risponde del Signor la casta Sposa.

Perché non manchi a queste mense il pane
O’ gelato , ò sudato… - oh, ecco intanto
Quest’oggi il vitto, o figli miei; dimane
Ci penserà quel Dio che vi ama tanto !

Spesso ò battuto a ferreeporte invano ;
Atroce è stata la sentenza mia:
- Via di qua l’importuno, egli è un insano,
Sconti la pena della sua follia ! 

O miei bambini, un dì verrà che voi
Saprete il mio martirio e l’amor mio,
Che più non ama il padre i nati suoi,
Che per voi scongiurai gli uomini e Dio !

Sant' Annibale Maria Di Francia

 

Sant'Annibale Di Francia

Sant’Annibale Maria Di Francia nacque a Messina il 5 luglio 1851 da una famiglia della nobiltà cittadina. Giovanissimo, mentre era in adorazione dinanzi all’Eucaristia, sentì chiara la vocazione al sacerdozio, che egli stesso definì “improvvisa, irresistibile, sicurissima”. 

Tale chiamata si sviluppò e crebbe nella piena comprensione della primaria importanza della preghiera per le vocazioni prima che la scoprisse nel comando di Gesù, riportato nel Vangelo: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9, 37-38;).

Era ancora Diacono quando un incontro provvidenziale con un mendicante lo portò alla scoperta drammatica delle “Case Avignone”, il quartiere più povero e malfamato di Messina, ritenuto da tutti “terra maledetta” perché costituiva un covo di ogni miseria morale e materiale. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ottiene dal suo Vescovo di stabilirvisi, facendone il campo del suo apostolato di evangelizzazione.

 Fu proprio lì che il Di Francia iniziò le opere di soccorso e di educazione dell’infanzia e della gioventù maschile e femminile, fondando gli Orfanotrofi Antoniani per accogliere e promuovere “civilmente e religiosamente”, come ci teneva a sottolineare, i più bisognosi. 

Per mantenerli egli, di famiglia nobile, si fece mendicante, andando di porta in porta a chiedere aiuti e sovvenzioni. Tali Istituti poi si svilupparono in laboratori di arti e mestieri, collegi, centri di formazione professionale, colonie agricole e scuole di ogni tipo.


Sacerdote zelante, poeta prolifico, giornalista battagliero, predicatore dalla parola facile e convincente, Padre Annibale nella sua vita terrena ha saputo conciliare in un unico termine il binomio azione contemplazione, mostrando la sua completezza di uomo spirituale, attivo ed instancabile, ma dotato di una intensa capacità contemplativa.



Il Rogate (la preghiera per le vocazioni) divenne il programma della sua vita. Padre Annibale fondò le due Congregazioni delle Figlie del Divino Zelo e dei Rogazionisti, che esprimono l’impegno di pregare e di agire in attività specifiche per le vocazioni con centri di spiritualità, di discernimento e di promozione vocazionale, con attività editoriali e con seminari.




 
Perciò, Padre Annibale, chiamato a ragione “vero padre degli orfani e dei poveri”, volle che i membri degli Istituti da lui fondati esprimessero concretamente il loro impegno per le vocazioni facendosi essi stessi operai della messe preferibilmente a favore dei piccoli e dei poveri in tutte le possibili attività di carità spirituale e materiale: orfanotrofi, scuole, istituti professionali, centri per portatori di handicap contemplativa.



Padre Annibale, bruciato dall’amore di Dio e del prossimo, spende la sua vita nell’adoperarsi instancabilmente affinché si obbedisca al comando di Gesù: Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe. Perciò compone, stampa e diffonde preghiere a tale scopo in varie lingue. 




 
Logorato dalle fatiche e pieno di meriti, si spense a Messina il 1° giugno 1927, confortato dalla visione della Vergine Maria, sempre da lui amata, lodata e venerata. L’espressione più ricorrente, ascoltata durante e dopo i funerali, fu: “E’ morto il Santo”.



La Chiesa onora Annibale Di Francia con il titolo di “insigne apostolo della preghiera per le vocazioni”.  Giovanni Paolo II, che lo ha proclamato Beato il 7 ottobre 1990, lo ha dichiarato “autentico anticipatore e zelante maestro della moderna pastorale vocazionale”. Santificato dallo stesso papa  Giovanni Paolo II il 16 Maggio del 2004.