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<.h1>Istituto Antoniano Maschile

da oltre 65 anni al servizio dei poveri, orfani e bisognosi..

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Sant'Antonio

Si chiamava in realtà Fernando Martins da Lisbona, dov’era nato il 15 agosto 1195. Cambiò nome quando,  vestì  il saio del Poverello e fu per sempre francescano.
Cambiò nome perché cambiò vita. Infatti, insieme con la povertà francescana adottò un diverso modo di intendere e realizzare la consacrazione a Dio. Chi sa quante volte avete letto o udito che con San Francesco i santi scendono in terra, si fanno cioè prossimi alla gente, specialmente a quella schiacciata dalla povertà e dall’ingiustizia. 

Sant'Antonio aveva il piglio battagliero quando difendeva i poveri contro i prepotenti del suo tempo. Da otto secoli i devoti sentono  l’attrattiva verso di lui. La sua immagine ispira confidenza. E' da sempre stato invocato per i mali dello spirito. Spesso si invoca il Santo anche per le sofferenze dell’anima, le lacerazioni del cuore, la perduta pace della famiglia. Le malattie, oggi, possono guarirle anche i medici. Ma i mali dello spirito? Più che nel passato, S. Antonio è l’angelo buono che invochiamo a conforto. 


Le testimonianze che seguono riguardano l’ultimo anno di vita del Santo, il 1231 che egli trascorse a Padova, la sua città adottiva. Ne parlano le prime biografie del Santo, tra cui la cosiddetta  Assidua Rigaldina, pubblicata  appena un anno dopo la sua morte. 
 Che di autentici fatti prodigiosi si trattasse lo si evince anche da quei 49 miracoli che furono presentati al processo di canonizzazione. Pensate, in genere per le cause dei santi se ne offre al vaglio dei teologi uno o al massimo due. 


 IIn quell’anno padovano, dunque i miracoli non si contavano più, e neppure la gente che  accorreva dal Santo da ogni parte. Una bambina di quattro anni, epilettica dalla nascita: quando cadeva in crisi si dibatteva con un’indemoniata. Il papà la porta di peso ad Antonio:
 “Salvamela!”, e le lacrime gli scendono dagli occhi annebbiati. Lui la guarì all’istante.


Un giovane padovano, accecato dall’ira, prese a calci sua madre. Ripresa la calma, si pentì e corse in lacrime da Antonio.
 “Il tuo piede dovrebbe essere tagliato, perché hai offeso chi ti ha dato la vita”.
Il giovane andò via con quelle parole ficcate in testa. 
Giunto a casa, prese un’accetta e… si troncò un piede. 
Dovettero rintracciare il Santo, urlare l’accaduto, 
che comunque si risolse con l’istantanea con il recupero  dell’arto seguito dal monito per l'accaduto.


Ad una ragazza che aveva la gamba destra rattrappita, lui dice: “Getta via quelle stampelle e cammina come tutte le tue compagne”.
 E quella cammina.
Accadde invece che durante una disputa con un eretico, fece inginocchiare una mula davanti all'Ostia consacrata.
Un prodigio  strabiliante fu quando il Santo, visto che i destinatari dell'epoca non gli prestavano attenzione, iniziò a parlare ai pesci. Essi affiorarono numerosi a pelo d'acqua come in segno di contemplazione. I presenti allora stupiti e mortificati  fecero più attenzione alle parole di Antonio.
Numerosi sono i miracoli attribuiti a Sant'Antonio, per questo ricordato come "taumaturgo" cioè operatore di prodigi.
I l Santo Taumaturgo è , non a caso, anche il titolo del Periodico che dal 1947 la Comunità Antoniana di Napoli produce mensilmente e che raggiunge tante famiglie in Italia e all'estero. Se desideri averlo anche tu, mettiti in contatto con noi. Saremo lieti di spedirlo anche a te.



Dalle parti di Comacchio un contadino era in campagna con un figlioletto vivace. Un attimo di distrazione paterna, e il bimbo, perde l’equilibrio e giù nello stagno  con un grido soffocato in gola. Disperato, il padre tasta il fondo melmoso e finalmente tira fuori il corpicino del piccolo.
 “Figlio mio, figlio mio!” urla disperato, quando vede quel corpicino senza vita. Pur con la mente sconvolta, si ricorda di Antonio, il santo che fa i miracoli alla povera  gente.
 “Antonio, ridammelo! Tu sei il santo di Dio, tu puoi…”
 Una benedizione, e il bambino apre gli occhi.
Sant'Antonio, da sempre raffigurato con i bambini, rappresenta la protezione verso la catena più debole e sofferente della società ieri come 
oggi. 


Negli otto secoli trascorsi da questi eventi, chi ne ha narrato le storie avrà aggiunto soltanto un po' di colore ai fatti che restano comunque quelli che hanno reso santo il nostro fratello Antonio. La sua intercessione presso il Signore  è ancora oggi efficassima.
Anche Il fondatore della Congregazione dei Padri Rogazionisti e delle Suore Figlie del Divino Zelo, PADRE ANNIBALE MARIA DI FRANCIA, non smise mai di pregare ed implorare questo grande santo, tramandando a noi tutte la sua devozione. Ogni anno il 13 Giugno in tutti gli Istituti Rogazionisti, si festeggia il Santo di Padova con Solenni Concelebrazioni.