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Proseguendo nel racconto, il murale si apre sulla Parrocchia, riconoscibile nella chiesa che appare sullo sfondo e nel piazzale che la precede. È uno spazio aperto, animato da persone che si avvicinano alla chiesa per pregare e vivere la propria fede, ma anche da persone che semplicemente condividono la vita della comunità.
Tra fiori e spighe di grano, la scena mette insieme diverse generazioni. Accanto a chi entra in chiesa compare anche una persona anziana, richiamando ancora una volta l'attenzione del murale verso le diverse stagioni della vita.
Sulla destra, invece, alcuni bambini giocano insieme, appartenenti a nazionalità diverse. La loro presenza introduce un'immagine semplice ma significativa: la comunità diventa luogo nel quale le differenze culturali non costituiscono una barriera, ma possono incontrarsi nella quotidianità.
La scena mostra così la parrocchia non soltanto come luogo di culto, ma come casa della comunità, dove la preghiera si intreccia con le relazioni, l'educazione, l'incontro e la vita delle persone.
Anche in questa scena ritornano le spighe di grano, che continuano a legare visivamente ogni momento del murale alla grande messe evocata all'inizio. La fede non rimane separata dalla vita: come il grano cresce insieme nel campo, così la comunità è chiamata a crescere accogliendo persone diverse, generazioni diverse e storie diverse.
La presenza contemporanea di anziani, adulti e bambini suggerisce inoltre l'idea di una comunità nella quale ciascuno può trovare il proprio posto e offrire qualcosa agli altri.
Dopo la casa famiglia, il racconto si allarga dunque dalla dimensione familiare a quella comunitaria: l'accoglienza vissuta dentro la casa diventa appartenenza condivisa nel cuore della città. La preghiera, che costituisce la sorgente del Rogate, si incontra così con la vita concreta di una comunità chiamata a crescere insieme.
