La sorgente del Rogate."
1.LA MESSE
Napoli, il territorio e lo sguardo verso il futuro."
2.C.ED.RO
La casa famiglia, il luogo dell'accoglienza."
3.MIRIAM
La parrocchia, una comunità che accoglie."
4.PARROCCHIA
La mensa, il servizio che si fa prossimità."
5.MENSA
L’oratorio, il gioco e la crescita."
6.ORATORIO
La Residenza Sanitaria Assistita, la dignità della maturità."
7.RSA
Sant’Annibale, la sorgente del carisma."
8.ISPIRAZIONE
Sant’Annibale, la carità che abbraccia la messe."
9.INCONTRO
Le Congregazioni, l’opera che continua."
10.FDZ
Da Messina al mondo, la missione universale."
11.ANDATE
Rogate, l’invito a continuare il cammino."
12.ROGATE

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Il racconto prosegue entrando in un luogo semplice e concreto: la mensa per i fratelli di strada. La scena è rappresentata dall'interno del locale, dove alcune persone preparano e distribuiscono i pasti e altre si prendono cura di chi è seduto a tavola.

È un'immagine nella quale il servizio appare nella sua forma più immediata: dare da mangiare, accogliere, stare accanto. Il pasto diventa occasione di incontro e restituisce dignità a chi vive una condizione di solitudine o di difficoltà.

La tavola, come già nella Casa Famiglia, ritorna come elemento significativo del racconto. Là rappresentava la condivisione della vita familiare; qui diventa il luogo nel quale la comunità si fa prossima a chi si trova ai margini.

Non è soltanto un gesto di assistenza. Chi prepara e chi serve a tavola non si limita a offrire un pasto, ma offre tempo, attenzione e presenza. Il servizio nasce così dall'incontro con la persona concreta e dal riconoscimento della sua dignità.

Anche in questa scena le spighe di grano, che attraversano il murale, assumono un significato particolare: dalla messe evangelica iniziale nasce un pane che può essere condiviso, e ciò che viene ricevuto diventa a sua volta dono per gli altri.

La scena rende quindi visibile una delle conseguenze più concrete del Rogate: la preghiera non allontana dal mondo, ma spinge verso chi ha bisogno.

Dopo la famiglia e la comunità parrocchiale, il murale compie un ulteriore passo: l'accoglienza esce dai propri confini e raggiunge chi vive una situazione di maggiore fragilità. È la prossimità che diventa servizio e il servizio che diventa condivisione e fraternità.

Il visitatore è invitato a riconoscere in questa scena una domanda rivolta anche a lui: di fronte a chi ha bisogno, quale spazio della mia vita sono disposto a mettere a disposizione?