La sorgente del Rogate."
1.LA MESSE
Napoli, il territorio e lo sguardo verso il futuro."
2.C.ED.RO
La casa famiglia, il luogo dell'accoglienza."
3.MIRIAM
La parrocchia, una comunità che accoglie."
4.PARROCCHIA
La mensa, il servizio che si fa prossimità."
5.MENSA
L’oratorio, il gioco e la crescita."
6.ORATORIO
La Residenza Sanitaria Assistita, la dignità della maturità."
7.RSA
Sant’Annibale, la sorgente del carisma."
8.ISPIRAZIONE
Sant’Annibale, la carità che abbraccia la messe."
9.INCONTRO
Le Congregazioni, l’opera che continua."
10.FDZ
Da Messina al mondo, la missione universale."
11.ANDATE
Rogate, l’invito a continuare il cammino."
12.ROGATE

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Dalla grande messe della prima scena lo sguardo si apre sulla città di Napoli, riconoscibile nel profilo del Golfo e nella presenza del Vesuvio. Il paesaggio non è soltanto uno sfondo, ma rappresenta il territorio concreto nel quale il carisma rogazionista oggi prende forma e si traduce in vita quotidiana.

Tra le abitazioni della città, affacciati da un balcone, compaiono i ragazzi della Comunità Educativa Cedro che accoglie minori in difficoltà. Il loro sguardo rivolto verso Napoli e verso il mare introduce nel racconto il tema della persona e del suo futuro.

Quei ragazzi non sono semplicemente destinatari di un'opera educativa: sono giovani chiamati a guardare oltre la situazione presente, verso possibilità nuove, relazioni nuove e un futuro da costruire. Il balcone diventa così quasi una soglia: da una parte la casa che accoglie e protegge, dall'altra la città, il mondo verso il quale la vita si apre.

Il loro sguardo richiama anche quello del visitatore, invitandolo a guardare la città con occhi nuovi e a riconoscere, dentro le sue case e nelle sue strade, le tante storie di persone che chiedono accoglienza, attenzione e speranza.

Dopo il simbolo del Rogate, il murale entra così nella realtà concreta: la preghiera si affaccia sul mondo e diventa responsabilità verso le persone e verso il territorio.

Napoli non è soltanto il luogo in cui i Rogazionisti operano: è il luogo con cui condividono la vita, le difficoltà, le attese e la speranza. E quei ragazzi, affacciati sul mare, diventano il segno di una comunità che educa non soltanto a vivere il presente, ma a guardare avanti e a prepararsi a prendere il largo.