La sorgente del Rogate."
1.LA MESSE
Napoli, il territorio e lo sguardo verso il futuro."
2.C.ED.RO
La casa famiglia, il luogo dell'accoglienza."
3.MIRIAM
La parrocchia, una comunità che accoglie."
4.PARROCCHIA
La mensa, il servizio che si fa prossimità."
5.MENSA
L’oratorio, il gioco e la crescita."
6.ORATORIO
La Residenza Sanitaria Assistita, la dignità della maturità."
7.RSA
Sant’Annibale, la sorgente del carisma."
8.ISPIRAZIONE
Sant’Annibale, la carità che abbraccia la messe."
9.INCONTRO
Le Congregazioni, l’opera che continua."
10.FDZ
Da Messina al mondo, la missione universale."
11.ANDATE
Rogate, l’invito a continuare il cammino."
12.ROGATE

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Il percorso giunge alla Residenza Sanitaria Assistita, dove il murale presenta uno spaccato della vita quotidiana degli anziani. La scena è articolata in tre momenti, diversi ma uniti da un medesimo sguardo di attenzione e cura verso la persona.

Sulla sinistra, una persona anziana è raffigurata seduta in poltrona, con alle spalle la biblioteca e una grande finestra che si apre sul Golfo di Napoli. L'immagine suggerisce una vecchiaia ancora ricca di memoria, interessi, pensieri e relazioni: una vita che continua a guardare il mondo e a lasciarsi abitare dalla bellezza.

Al centro, una donna anziana riceve le cure di un'infermiera. Il gesto della cura rende visibile una dimensione fondamentale della presenza accanto agli anziani: assistere non significa soltanto rispondere a un bisogno fisico, ma accompagnare la persona con attenzione, rispetto e umanità.

Sulla destra, un secondo anziano è rappresentato in un atteggiamento di sereno riposo, immerso in uno sfondo di fiori e spighe di grano. Qui le spighe assumono un significato particolare: non sono più soltanto il segno della messe che deve ancora maturare, come nella prima scena, ma diventano immagine della maturità della vita.

Il grano che giunge a maturazione richiama così il compimento di un lungo cammino. Anche la fragilità, la malattia e la dipendenza non cancellano il valore della persona, ma appartengono a quella stessa vita che merita di essere accolta, custodita e accompagnata.

La scena mostra quindi la vecchiaia non come una stagione marginale, ma come una parte preziosa dell'intero cammino umano. La cura diventa qui una forma concreta di riconoscimento della dignità della persona, soprattutto quando essa è più fragile.

Le spighe collegano ancora una volta questa scena all'inizio del murale: dal grano che sta maturando della prima scena al grano maturo di questa scena, il percorso racconta simbolicamente l'intero arco della vita.

Dopo aver mostrato l'infanzia, la giovinezza, la famiglia, la comunità e il servizio ai più fragili, il murale giunge così alla maturità e alla fragilità dell'età avanzata. Il messaggio diventa universale: ogni stagione della vita ha valore e ogni persona merita cura, rispetto e dignità.

La scena invita infine il visitatore a riconoscere che prendersi cura dell'altro non è soltanto un servizio: è un modo concreto di affermare che la vita, in ogni sua età e condizione, conserva sempre il proprio valore.