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Dopo aver attraversato le diverse espressioni della presenza rogazionista a Napoli, il murale compie un passo indietro e conduce il visitatore alle radici del carisma che hanno reso possibile questa storia.
Al centro della scena emerge la figura di Sant'Annibale Maria Di Francia, rappresentato nella sua giovinezza davanti all'ostensorio eucaristico. È nel rapporto con Cristo presente nell'Eucaristia che matura in lui quella particolare intuizione spirituale destinata a orientare tutta la sua vita.
Accanto a lui campeggia Gesù, dalla cui parola evangelica prende forma l'esperienza del Rogate: «Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe» (Mt 9,38). La parola di Cristo diventa così la sorgente della vocazione di Annibale e, attraverso di lui, del carisma rogazionista.
Da questa scena si aprono idealmente due traiettorie, che delineano l'intera vita di Sant'Annibale.
Da una parte, il campo della messe, richiamo diretto alla parola di Gesù e alla preghiera per le vocazioni. È la dimensione contemplativa e spirituale del Rogate: pregare perché nella Chiesa non manchino persone disponibili a dedicare la propria vita al servizio di Dio e dei fratelli.
Dall'altra parte, la scena conduce verso l'incontro con il povero Francesco Zancone. È la traiettoria della concretezza, della prossimità e della carità: la preghiera non rimane chiusa nella contemplazione, ma conduce verso l'uomo concreto, soprattutto verso chi vive nella povertà e nell'abbandono.
Le due direzioni non sono quindi separate. Al contrario, rappresentano le due dimensioni inseparabili della vita di Sant'Annibale: la preghiera per gli operai della messe e l'impegno concreto per gli ultimi come buon operaio nel mondo.
È proprio nell'incontro tra queste due dimensioni che nasce la forza generativa del carisma rogazionista: contemplare Cristo e riconoscerlo nel fratello; pregare per la messe e diventare, a propria volta, operai della messe.
Il visitatore comprende così che le opere incontrate nelle scene precedenti — la famiglia, la parrocchia, l'oratorio, la mensa, la cura degli anziani — non sono realtà nate casualmente. Esse affondano le loro radici in questa esperienza originaria, nella quale la preghiera diventa servizio e l'incontro con il povero diventa risposta concreta al Vangelo.
La scena rappresenta dunque un passaggio decisivo del racconto: dalle opere visibili di oggi si ritorna alla sorgente spirituale che le ha generate. E il cammino del murale, dopo essere tornato alle origini, è ormai pronto ad aprirsi nuovamente verso il futuro e verso il mondo.
