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Questa è la scena più ampia del murale e rappresenta il compimento dell'intero percorso narrativo. Dopo aver mostrato la sorgente del carisma, le opere, le persone incontrate e le radici dell'esperienza rogazionista, lo sguardo si apre ora verso il futuro e verso il mondo intero.
Sulla sinistra compaiono una religiosa e Padre Pantaleone Palma, il primo grande collaboratore di Sant’Annibale Maria Di Francia. La loro presenza richiama la continuità dell'opera iniziata dal Santo e il ruolo fondamentale di coloro che hanno condiviso con lui la responsabilità di dare forma concreta al carisma.
Al centro della scena compare una famiglia, composta da papà, mamma e bambino. I tre guardano in avanti, verso il futuro. La famiglia diventa così il segno dell'umanità che cammina nella storia e, allo stesso tempo, della speranza affidata alle nuove generazioni.
In basso, al centro, è riconoscibile la città di Messina con il suo mare. È il punto di partenza: il luogo nel quale Sant’Annibale ha ricevuto e incarnato la sua intuizione carismatica e dal quale l'esperienza rogazionista ha iniziato il proprio cammino.
Sopra la scena appare la colomba, simbolo dello Spirito Santo. È una presenza discreta ma decisiva: richiama l'origine spirituale della missione e indica che ciò che nasce da un carisma non può essere rinchiuso entro i confini di un luogo e quindi idealmente conduce verso il futuro.
Lo sguardo procede quindi verso destra, dove le nuvole si trasformano progressivamente nel planisfero terrestre. È uno dei passaggi simbolici più importanti dell'intero murale: dalla città di Messina il racconto si apre verso tutti i continenti dove oggi i Figli di Sant’Annibale sono già presenti.
Il mare diventa così una strada, un'immagine di apertura e di invio. Da Messina al mondo, dalle radici alla missione universale, ciò che è nato in un luogo concreto è chiamato a raggiungere persone e popoli diversi.
La famiglia che guarda avanti sembra indicare proprio questo futuro. La missione non appartiene soltanto a chi ha iniziato il cammino: passa attraverso nuove generazioni, nuove persone e nuovi luoghi.
La scena conclude così il grande itinerario del murale: dal Rogate alla vocazione, dalla vocazione al servizio, dal servizio alle opere, dalle opere alle radici di Messina e dalle radici all'intero mondo.
Il messaggio finale non è quindi soltanto la memoria di ciò che è stato. È un invito a continuare il cammino. Le nuvole che diventano il mondo sembrano dire che la messe è ancora grande e che il Rogate continua a rivolgersi a tutti. Da Messina, oltre Messina: la missione è il mondo intero.
